L’articolo che stai per leggere fa parte della mia mini-serie di viaggio on the road nello Xinjiang.
Qui trovi tutte le tappe, in ordine, così se vorrai potrai leggere l’itinerario come fosse un diario.
1.Kashgar: un viaggio ai confini dello Xinjiang
2.Cosa vedere sulla Karakorum Highway: Xinjiang
3.Deserto del Taklamakan: da Kashgar a Kuqa
4.Cosa vedere a Turpan: tra vigneti e siti storici sulla via della seta (in arrivo)
Conosciuta come Grande Strada Sino-Pakistana è l’autostrada asfaltata più alta del mondo. Collega il Pakistan alla Cina attraverso le catene montuose del Karakorum, Himamalaya e Pamir. Con un percorso di circa 1.200 km dal Pakistan alla Cina, si snoda lungo il passo Khunjerab a 4.693 metri. Percorrendo quelle che una volta erano le strade dell’antica Via della Seta, è un’autostrada spettacolare ma pericolosa, soggetta a frane e cambiamenti climatici repentini.
Per questo motivo il periodo migliore per esplorare queste zone di confine sono sicuramente i mesi estivi, caldi sì, ma secchi quindi discretamente sopportabili. Ricorda di avere sempre con te una felpa e una giacca perché il vento spesso è forte e le temperature, ad altitudini elevate, scendono in fretta. Evita di organizzare il viaggio nel periodo invernale perché alcune strade e passi montani potrebbero essere chiusi per forti nevicate. Rischieresti di far tanta strada invano.
Viaggiare in queste zone remote da soli potrebbe essere un po’ difficoltoso per via dei continui controlli da parte della polizia quindi io consiglio di affidarti a un autista cinese per facilitare gli spostamenti oppure a una compagnia locale. Se ti serve il contatto di un autista puoi scrivermi, altrimenti se vuoi appoggiarti ad una compagnia viaggi puoi contattare loro tramite il sito dicendo Martina, per avere uno sconto sul prezzo finale.
Per affrontare questo viaggio ti consiglio di partire da Kashgar, una città ai confini dello Xinjiang. Ne ho parlato in un altro articolo che puoi recuperare qui. È a Kashgar che dovrai ottenere un permesso speciale necessario per poter attraversare i checkpoint della polizia lungo il tuo tragitto. Questo permesso si ottiene abbastanza facilamente presso il Kashi City Immigration Service Center 喀什市移民事务服务中心 che si trova proprio accanto all’aeroport quindi puoi farlo al tuo arrivo, assicurandoti di indicare le date esatte in cui dovrai attraversare le zone richieste.
Lago Baisha 白沙湖

Le aspettative per questo primo giorno di viaggio erano basse perché abbiamo lasciato Kashgar dentro una tempesta di sabbia. Era tutto monocolore. Tutto sbiadito. “Le tempeste di sabbia non sono rare”, mi dice il proprietario del furgoncino mentre prepara un caffè “ma una tempesta di sabbia così forte e che durasse così tanto non si vedeva da molto”. Siamo stati sfortunati, ma su Kashgar ci torneremo quindi speriamo in un meteo migliore nei prossimi giorni. In queste zone di confine i paesaggi possono essere molto belli ma anche molto monotoni. Dal finestrino vedo delle montagne che sovrastano il cielo, siamo in una valle e stiamo salendo. Controllo l’altimetro: siamo a 3100, quasi arrivati.
Il lago Baisha è di un azzurro carta da zucchero, sembra immobile nonostante il forte vento. Lo circondano le montagne, sempre innevate, e una spiaggia bianca. L’altitudine purtroppo non è servita a portar via questo pallore sabbioso che ci avvolge, ma resta uno dei paesaggi più belli che abbia mai visto.

Lago Karakul 喀拉库勒湖
La prossima sosta è a 45 minuti di auto. Arriviamo per il tramonto e non avremmo potuto scegliere orario migliore. Siamo a 3600 mslm, non ancora troppo alti ma tra vento, freddo e stanchezza, un po’ di mal di montagna potrebbe farsi sentire. Stai sempre ben coperto e idratati.
Questo lago ha lo stesso colore del cielo, probabilmente perché è il più alto del Pamir cinese. L’acqua è così limpida da fare da specchio alle vette delle montagne che si riflettono: il Muztagata, il Kungur Tagh e il Kongur Tube. Lungo le sponde si trovano dei piccolissimi insediamenti kirghisi che vivono in alcune yurte insieme a cammelli e yak.
Ci feriamo a Tashkurgan per la notte. Domani continueremo a esplorare questa zona per poi rientrare a Kashgar. La geografia della zona non permette infatti un percorso ad anello semplice.


Corridoio Wakhan 瓦罕走廊
e Strada di Panlong 盘龙古道
Da Tashkurgar si parte al mattino presto e arriviamo al corridoio del Wakhan. È una striscia di terra che arriva in Afghanistan. Un corridoio stretto e lungo che collega la parte più vicina del confine di tre paesi: Pakistan, Tagikistan e Afghanistan. In questo punto esatto le strade si alternano tra montagne innevate e deserti immensi fino a raggiungere la strada del drago.
La strada del drago è stata originarimente costruita dai locali per facilitare gli spostamenti tra una parte e l’altra della montagna, attraversandola da est a ovest, senza dover circumnavigarla e perdere ore preziose. In 30 km, a 4200 metri slm, con 1000 metri di dislivello e 600 tornanti, è una delle strade più panoramiche della zona che vale assolutamente la pena attraversare.
Oggi è a senso unico perché mete di molti turisti. Lungo il percorso ci sono diversi punti panoramici in cui potrai fermarti per fare delle foto panoramiche incredibili.


Lago Bandir Blue 班迪尔蓝湖
Se tra tutti i posti della Karakorum Highway dovessi sceglierne uno, sicuramente sarebbe questo. Nonostante le dimensioni ridotte rispetto ad altri laghi, e nonostante non sia molto conosciuto, credo che sia quello che meglio rappresenti cosa significa viaggia in queste zone dello Xinjiang: sembra di stare su Marte.
Il lago prende diverse sfumature di azzurro, che alcuni scambiano per verde. O forse è davvero verde e sono io a scambiarlo per azzurro. Mentre prendo un altro caffé, un cinese dello Hebei che vive qui da anni mi dice che effettivamente i colori cambiano ogni giorno. Dipende tutto dal meteo.
Le montagne grige che ci circondato rendono questa atmosfera ancora più suggestiva. C’è un grande silenzio e un forte vento, ma il sole è alto quindi fa molto caldo.

Ghiacciaio Muztagata 慕士塔格峰
Ci allontaniamo per raggiungere una delle vette più alte delle montagne del Pamir: il Muztagata. In Uiguro significa “padre delle montagne di ghiacchio”. Con la sua vetta di 7.546 metri è visibile da ogni strada dello Xinjiang del sud ed è stato uno spettacolo incredibile anche dal finestrino dell’aereo nel rientro verso Shanghai. Fa da sfondo al meraviglioso e vasto deserto del Taklamakan.
Questo ghiacciaio è molto grande e ha diversi ingressi, più o meno turistici. Il numero 4 è quello più turistico e quindi meglio organizzato con bus navetta che portano dal centro turistico fino ai piedi del ghiacciaio, per poi proseguire a piedi o a cavallo.
Gli altri ghiacciai sono sicuramente meno turistici ma vietati agli stranieri e alcuni addirittura ormai chiusi a causa di frane.
Dopo due giorni di viaggio verso sud, dal Muztagh Glacier la rete stradale non permette un giro completo e quindi risulta complicato continuare direttamente verso le altre tappe perché le strade praticabili tornano tutte verso la Karakorum Highway, e molti tratti secondari potrebbero essere chiusi o controllati in modo rigido. Per questo motivo è molto più pratico rientrare a Kashgar, riposarsi e poi ripartire con un nuovo tratto di itinerario di cui leggerai presto in un nuovo articolo.
Per vedere foto e video del viaggio, visita la mia pagina instagram.
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