Nel cuore dell’altopiano tibetano, nella provincia del Qinghai, a 3700 metri sopra il livello del mare, si trova Yushu.
I locali la chiamano Gyêgu. Non è una di quelle mete che trovi per caso. Yushu è una scelta consapevole ma che può dividere i compagni di viaggio perché lontana dalle solite mete turistiche, gli spostamenti forse sono più difficili rispetto alle “grandi città” e, probabilmente l’altitudine fa paura.
Questi, per me, sono proprio i motivi per cui bisogna visitarla.
Se vuoi viaggiare senza troppi pensieri ti consiglio l’agenzia viaggi a cui mi sono affidata per questo viaggio e usando questo link per contattarli (utilizzando il codice Martina) potrai avere anche uno sconto sul prezzo finale.
Dove si trova e perché è importante
Yushu si trova a 3700 metri di altitudine, nel sud del Qinghai, al confine con la Regione Autonoma Tibetana. Vanta un paesaggio naturalistico raro: è proprio in quest’area, nota come Parco Naturale di Sanjiangyuan, che si trovano le sorgenti dei tre dei fiumi più importanti della Cina: il fiume Giallo, lo Yangtze e il Lancang (Mekong). Questo ambiente geografico conferisce a Yushu un habitat unico e ricco di flora e fauna tipici degli altopiani tibetani. Vedere questo spettacolo dal vivo è davvero un’esperienza indimenticabile. Crocevia naturale e storico per secoli, si trova su quelle che erano le rotte commerciali tra Xining, Sichuan e Tibet (la Tang-Bo Road), fu sede di un antico mercato tibetano importante anche per il commercio del tè e del sale.
Oltre che a livello naturalistico, Yushu è anche una città importante a livello culturale con una forte identità tibetana, la cui presenza nel territorio è pari al 93% . Qui tutti parlano tibetano. I menù sono in tibetano, le insegne dei negozi, le indicazioni stradali, i mantra recitati a tutto volume dalle casse agli angoli della strada e le preghiere appese che colorano i tetti. La gente va in giro in abiti tipici con i mala in una mano e le ruote di preghiera nell’altra.
E’ una città “nuova”, ma importante a livello storico. E’ stata ricostruita dopo il devastante terremoto del 14 aprile 2010, in cui persero la vita circa 3000 persone e venne distrutto l’80% delle abitazioni, tra cui alcuni monasteri. Le tracce indelebili restano negli edifici che hanno deciso di lasciare in alcuni punti della città come simbolo di commemoriazione per i cari che non sono più parte di questo mondo.
La ricostruzione del 2013, grazie anche al sostegno finanziario del governo, ha permesso alla città di rinascere. E’ per questo che, in molti aspetti, appare molto moderna. Lo stile predominante, però, resta ancora quello tibetano. Continua a conservare un’energia antica che si percepisce camminando, in silenzio, nei monasteri o osservando la gente che prega intorno agli stupa.
Quando visitare Yushu
A quasi 4.000 mslm (a volte di più!) le stagioni sono molto diverse. Il clima e il paesaggio creano un equilibrio tutto loro: giorni caldi si alternano a giornate piovose e cupe, le notti possono essere gelide o temperate, il cielo è blu cobalto e gli UV sono fortissimi in qualsiasi periodo.
Se hai in mente di goderti le praterie verdi, i festival locali tibetani e i monasteri con calma, il periodo migliore va da giugno a settembre.
Io ci sono stata a metà luglio ed è stata una scelta vincente perché l’aria è fresca ma non gelida, la luce calda, la natura ancora vibrante di colori intensi… e pochissimi turisti. Ma in realtà di turisti, a Yushu, ce ne stanno sempre pochi!
Inoltre questo è il periodo migliore per poter partecipare alla vita culturale dei diversi villaggi perché è proprio in questi mesi che si tengono i festival delle corse a cavallo, accompagnati da tiro con l’arco e gare di forza.
Come raggiungere Yushu
IN AEREO: l’aeroporto di Yushu Batang si trova a 18 km ed è uno degli aeroporti più alti al mondo (3900 metri slm). Sono disponibili voli diretti con Pechino, Xining, Chengdu, Lhasa e Xi’an. Nonostante sia il modo più rapido per raggiungere la città, lo sconsiglio perché i prezzi sono piuttosto elevati e, inoltre, se passi da un’altitudine medio/bassa (500m) a 3900m, non avrai tempo di acclimatarti come si deve e potresti soffrire di mal di montagna.
IN AUTOBUS: dalla stazione centrale di Xining ci sono degli autobus diurni e notturni con posti a sedere o cuccette (i prezzi varinao da 260 rmb a 300 rmb) con arrivo al centro di Yushu. Il viaggio dura 12/15 ore con soste notturne nelle praterie. Economico e probabilmente il più adatto per riuscire ad acclimatarsi, ma 12 ore son tante eh. E inoltre non potrai fermarti quando vuoi, che è un peccato perché il paesaggio vale tantissimo.
Un’altra opzione, che è quella che ho utilizzato io e che consiglio perché è un buon compromesso in termini sia di prezzo che di logistica, è affidarsi a un’agenzia viaggi cinese che ti procurerà macchina e autista in modo da poter fare un tour sia a Yushu che nelle zone limitrofe.
L’autista è un’ottima opzione anche per potersi spostare all’interno della città perché il servizio di taxi online (Didi, te ne parlo qui) non è presente e comunicare con i tassisti non è semplice come nelle più grandi città.
Per visitare luoghi come Jiegu Monastery, Mani Stone, o il Princess Wencheng Temple, è fortemente consigliata un’auto privata in quanto le distanze variano da pochi chilometri fino a 20 km, ma l’altitudine e le strade rendono più comodo un mezzo privato con autista.
Cosa vedere a Yushu
Jiegusi 结古寺: è il massimo tempio del lignaggio Sakya nella regione del Qinghai e il centro religioso più importante di questa parte della prefettura autonoma del Tibet. Arroccato sulla collina. Un tempio della scuola Sakya ricostruito dopo il terremoto, che ospita oltre 3.400 statue e testi sacri tibetani. L’architettura si estende lungo il pendio della montagna ed è composto da diverse sezioni: sale di preghiera, residenze dei monaci e strade esterne da percorrere in senso orario per rispettare la spiritualità del luogo. Consiglio di fare questo percorso per avere una visuale panoramica della città. Ottimo per una visita nel tardo pomeriggio, quando la luce del tramonto inizia ad illuminare la valle.

Xinzhai Jiana Mani Stone 新寨玛尼堆: situata a pochi chilometri a est di Yushu, a oltre 3.600 m di altitudine, è la più grande raccolta di pietre Mani al mondo. Le mani stone sono pietre votive incise con mantra che vengono accumulate da secoli dai pellegrini. Il mantra universale che vi appare più spesso è “Om Mani Padme Hum”. Si estende per centinaia di metri, in una sequenza continua di muretti, stupa in pietra e piccole cappelle votive.
Anche dopo il terremoto, i tibetani hanno iniziato a ricomporre la montagna di pietre come gesto di fede e continuità culturale. Camminare tra le mani stone è un’esperienza meditativa dove il tuo silenzio diventa parte del fluire delle preghiere intorno a te. Se ti va, puoi percorrere il perimetro insieme ai monaci, fare delle offerte e acquistare delle mani stone in uno dei tanti rivenditori che trovi lungo il percorso.






Il mercato tibetano: alle spalle del Xinzhai Jiana Mani Stone si trova questo mercato semi coperto dove si può trovare un po’ di tutto: burro di yak, pelli, abiti tradizionali, pentole, incenso, accessori vari (soprattutto per capelli, acconciati secondo la tipica tradizione tibetana). È frequentato solo da locali quindi niente “souvenir per stranieri”, ma se sei curioso di osservare la vita vera, è il posto giusto.
Parlano cinese. Pochi inglese. Ma sorridono tutti.

Changu temple 禅古寺: il nome completo è 禅古扎西求林寺 Chán gǔ zhā xī qiú línsì ma ai più è famoso come Thrangu Monastery – una delle più importanti sedi del lignaggio Kagyu 噶举派, una delle quattro grandi scuole del Buddhismo tibetano, nota come “La Scuola della Tradizione Orale”.
Il monastero è suddiviso in due parti – una superiore e una inferiore – separate da circa 70 metri di dislivello nella montagna. Nella parte superiore, che è quella più antica, ci sono la sala principale delle preghiere, statue del Buddha e reliquiari. Nella parte inferiore del monastero, che è quella ch ha subìto più danni a causa del grave terremoto del 2010, si trovano le residenze dei monaci, la sala della meditazione e il cortile adibito per le cerimonie.
Il crollo di questa parte di monastero causò la morte di molti monaci e fedeli persero la vita. Grazie al sostegno del governo e delle molte donazioni, il rilancio della struttura è avvenuto con cura e devozione: oggi il monastero è rinato, più grande, più luminoso e più spirituale di prima.




Princess Wencheng Temple 文成公主庙: 20 km a sud di Yushu, immerso tra valle e montagna a quasi 3.700 m, sorge il tempio dedicato alla Principessa Wencheng, protagonista di una delle più antiche alleanze tra Cina e Tibet, risalente al 641 d.C.
Nipote dell’imperatore Tang Taizong, fu promessa in sposa al re tibetano Songtsen Gampo, fondatore del rispettivo impero. Un matrimonio che non fu solo unione di due persone, ma un’alleanza politica e culturale che rappresenta la prima grande via della seta spirituale e culturale tra la Cina Han e il Tibet.
Il santuario originario ha una storia di oltre 1.300 anni, con statue buddiste incise sia in stile Tubo che Tang, affreschi e testimonianze incise sulle pareti in ricordo della principessa.
Perché proprio questo luogo? Si racconta che in viaggio da molti mesi, la principessa si fermò lì a pregare e riposare. Scelse proprio questo luogo perché vi era una sorgente di acqua limpida. Questa sorgente esiste ancora oggi e, in ricordo della principessa, è chiamata Princess Spring 公主泉.
Questo tempio oggi è un simbolo di pace.
Dove dormire a Yushu
Nonostante ci siano meno scelte per i turisti stranieri rispetto a città come Pechino o Shanghai, potrai selezionare diverse tipologie di alloggi a 2 o 3 stelle, tutti abbastanza in centro e vicine al fiume o a ristoranti. Insomma, come la maggior parte delle città cinesi, anche questa è ben fornita di servizi. Se cerchi qualcosa di comfortevole allora ti consiglio questo: pulito, in centro e con colazione inclusa.
Se non ti sei ancora ben acclimatato, inoltre, potrai chiedere alla reception di avere una stanza con ossigeno o delle bombolette qualora dovessero servirti. La maggior parte degli hotel ne è solitamente fornita.
Potrebbe inoltre capitare che gli hotel si rifiutino di accettare gli stranieri, per questo consiglio di organizzarsi con largo anticipo provando a contattare direttamente le strutture e assicurarsi che possano accogliere stranieri oppure affidarsi direttamente a un’agenzia viaggi.
Info utili
- Biglietti: spesso ingresso gratuito. Porta sempre con te dei contanti per eventuali pagamenti sul posto (come consiglio in questo articolo) qualora non dovessero funzionarti le app.
- Religione: molti luoghi sono sacri quindi se dovete fare delle foto, chiedi sempre il permesso; per entrare nei templi togli le scarpe, cappello e occhiali da sole.
- Lingua: tibetano; cinese; nessuna guida parla inglese sul posto ma i monaci spesso parlano inglese
- Cibo: si trova un po’ tutta la cucina tipica delle diverse province, ma ti consiglio di provare quella tibetana: riso saltato con carne di yak; hotpot di yak; tè salato e yogurt di yak. Niente di fancy, ma tutta roba autentica.
- Rete internet: la connessione potrebbe a volte essere molto lenta, ti consiglio la eSIM di Holafly
Cosa mettere in valigia
- Abbigliamento tecnico a strati: felpe, pile e giacca antivento anche in estate (di giorno può far caldo, ma la sera scende sotto i 5°C).
- Magliette traspiranti e maniche lunghe leggere: proteggono e sono comode per le escursioni.
- Pantalone tecnico: meglio se resistenti e idrorepellenti.
- Scarpe da ginnastica: comode e con una buona suola (evita scarpe nuove!).
- Cappello e occhiali da sole: la luce è forte anche nelle giornate nuvolose.
- Crema solare (50+): SEMPRE! anche quando il cielo è coperto.
- Borraccia termica: utilissima per mantenere l’acqua fresca e ridurre la plastica.
- Medicine base (parlane prima col medico).
- Crema idratante viso e mani + burro cacao: in quota l’aria secca si fa sentire! stai idratato dentro e fuori
- Adattatore universale da viaggio
- Powerbank: controlla che abbia la certificazione 3C prima di partire altrimenti non te lo lasceranno imbarcare.
Per altre info utili pre partenza, puoi consultare il mio articolo qui.
Perché Yushu?
Alcuni potrebbero obbiettare che non sia fotogenica come Lhasa, né ricca di attrazioni come Xining.
Ma è intima, intensa e, soprattutto, autentica.
Ti spiazza. Ti stanca. Ti cambia. È un luogo dove il tempo rallenta, dove le preghiere si intrecciano al vento, dove puoi sentirti allo stesso tempo completo e completamente fuori dal mondo. Lontano da tutto eppure più vicino e più consapevole degli altri e di te stesso.
Se nel tuo viaggio cerchi solo cose da vedere, forse non è il posto per te.
Ma se cerchi qualcosa da vivere, allora Yushu ti aspetta.
Fammi sapere se questo articolo ti è stato utile e se hai delle domande, scrivimi pure nei commenti o contattami qui.

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